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Il Volo

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Da una linea forte nasce una debole e da una linea debole una forte.

The Shadow Line

La linea d’ombra è quando si diventa capitani della propria nave, quando si prendono le proprie responsabilità perché c’è un’età dove non si sa bene dove andare (investo su quello o su quell’altro), quando le decisioni le si prende da solo. Ci sono persone che vivono la vita senza mai superare quella linea d’ombra, per cui passano ad esempio dalla mamma alla moglie, dalla mamma al marito, il capo; danno agli altri la possibilità di scegliere per loro, in modo che primo non si prendono responsabilità, secondo non si sbaglia mai.
Nel libro che racconta di questo giovane capitano spiega che quando la nave si avvicina al porto, ad un certo punto bisogna staccare i motori o tirar giù le vele, bisogna farlo ad un certo punto, c’è una linea che se si fa troppo in là, si va a sbattere contro la banchina per forza, per cui c’è un momento preciso in cui bisogna fare quella cosa prima di schiantarsi, prima che sia troppo tardi.

The Shadow Line (Eng) ; La Linea d’Ombra (It)

ONLY the young have such moments. I don’t mean the very young. No. The very young have, properly speaking, no moments. It is the privilege of early youth to live in advance of its days in all the beautiful continuity of hope which knows no pauses and no introspection.

One closes behind one the little gate of mere boyishness—and enters an enchanted garden. Its very shades glow with promise. Every turn of the path has its seduction. And it isn’t because it is an undiscovered country. One knows well enough that all mankind had streamed that way. It is the charm of universal experience from which one expects an uncommon or personal sensation— a bit of one’s own.

One goes on recognizing the landmarks of the predecessors, excited, amused, taking the hard luck and the good luck together—the kicks and the halfpence, as the saying is—the picturesque common lot that holds so many possibilities for the deserving or perhaps for the lucky. Yes. One goes on. And the time, too, goes on—till one perceives ahead a shadow-line warning one that the region of early youth, too, must be left behind.

This is the period of life in which such moments of which I have spoken are likely to come. What moments? Why, the moments of boredom, of weariness, of dissatisfaction. Rash moments. I mean moments when the still young are inclined to commit rash actions, such as getting married suddenly or else throwing up a job for no reason.

This is not a marriage story. It wasn’t so bad as that with me. My action, rash as it was, had more the character of divorce—almost of desertion. For no reason on which a sensible person could put a finger I threw up my job—chucked my berth—left the ship of which the worst that could be said was that she was a steamship and therefore, perhaps, not entitled to that blind loyalty which. . . . However, it’s no use trying to put a gloss on what even at the time I myself half suspected to be a caprice.

IT: Soltanto i giovani hanno momenti simili. Non sto parlando dei giovanissimi. No. I giovanissimi, in effetti, non hanno momenti. È il privilegio della prima giovinezza di vivere in anticipo sui propri giorni, in quella bella continuità di una speranza che non conosce né pause né introspezione.
Ci si chiude alle spalle il piccolo cancello della fanciullezza e si entra in un giardino incantato, dove anche le ombre splendono di promesse e ogni svolta del sentiero ha una sua seduzione. Non perché sia una terra inesplorata. Si sa bene che tutta l’umanità è passata per quella stessa strada. È il fascino dell’esperienza universale da cui ci si aspetta una sensazione non comune o personale: un pezzetto di se stessi.
Riconoscendo le orme di chi ci ha preceduto, si va avanti, eccitati e divertiti, accogliendo insieme la buona e la cattiva sorte - le rose e le spine, come si suol dire - il variegato destino comune che ha in serbo tante possibilità per chi le merita o, forse, per chi ha fortuna. Già. Si va avanti. E il tempo, anche lui va avanti; finché dinnanzi si scorge una linea d’ombra che ci avvisa che anche la regione della prima giovinezza deve essere lasciata indietro.
Questo è il periodo della vita in cui è probabile che arrivino i momenti di cui ho parlato. Quali momenti? Momenti di noia, ecco, di stanchezza, di insoddisfazione. Momenti precipitosi. Parlo di quei momenti in cui chi è ancora giovane è portato a compiere atti avventati, come sposarsi all’improvviso, o abbandonare un lavoro senza motivo alcuno.
Questa non è la storia di un matrimonio. Non ero arrivato a tanto. Il mio atto, per quanto avventato, aveva più le caratteristiche del divorzio, della diserzione quasi. Senza una ragione plausibile per una persona di buon senso, mollai il mio lavoro - lasciai il mio posto - abbandonai la nave di cui la cosa peggiore che si potesse dire era che era una nave a vapore e perciò, forse, non meritava quella cieca fedeltà che… Comunque, non serve cercare di metter delle pezze a quello che io stesso anche allora sospettai essere poco più di un capriccio.

But I felt no apprehension. I was familiar enough with the Archipelago by that time. Extreme
patience and extreme care would see me through the region of broken lands [...]
The road would be long. All roads are long that lead toward once heart’s desire. But this road my
mind’s eye could see on a chart, professionally, with all its complication and difficulties, yet sample enough in away. One is a seaman, or one is not. And I had no doubt of being one.

IT: Ma non sentivo alcuna apprensione. Ormai conoscevo abbastanza bene l’Arcipelago. Un’estrema
pazienza e un’estrema attenzione mi avrebbero guidato attraverso quella regione di terre
frammentate [...]
Certo, la strada era lunga. Sono lunghe tutte le strade che menano dove il cuore comanda. Ma
codesta strada riuscivo a vederla con gli occhi della mente su una carta, professionalmente, con tutte
le sue complicazioni e difficoltà, e tuttavia in certo qual senso abbastanza semplice. C’è chi è
marinaio e chi non lo è. E io sentivo di esserlo, senza il minimo dubbio.

The Shadow Line, Joseph Conrad

La linea d’ombra - Jovanotti

La nebbia che io vedo a me davanti
per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio
e a non saper immaginar quello che trovo
mi offrono un incarico di responsabilità
portare questa nave verso una rotta che nessuno sa
è la mia età a mezz’aria in questa condizione di stabilità precaria
ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto
mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto
che non ricordo il nome il fondo del caffè confonde il dove e il come
e per la prima volta so cos’è la nostalgia la commozione
nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione
per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone
è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione
senza preoccupazione soltanto fare ciò che c’è da fare
e cullati dall’onda notturna sognare la mamma… il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità
mi hanno detto che una nave c’ha bisogno di un comandante
mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante
il pensiero della responsabilità si è fatto grosso
è come dover saltare al di là di un fosso
che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato
saltare verso il tempo indefinito dell’essere adulto
di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura
cosa sarò dove mi condurrà la mia natura?
La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio
le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio
“la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione”
arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione
e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione
guardando il cielo un senso di oppressione
ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà
che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto
e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa
che io faccio può cambiare la partita intera
ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare
mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo
l’astrologia che mi racconta il cielo
galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare
ma questa linea d’ombra non me la fa incontrare.
Mi offrono un incarico di responsabilità non so cos’è il coraggio
se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare
ma bella da esplorare provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare
portato questo carico importante a destinazione
dove sarò al riparo dal prossimo monsone
mi offrono un incarico di responsabilità
domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire
getterò i bagagli in mare studierò le carte
e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte
e quando passerà il monsone dirò levate l’ancora diritta avanti tutta
questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione.

Bras dessus bras dessous

Phil: “C’è una cosa che voglio dirti. E voglio che ascolti con molta attenzione perché è molto importante.
L’uomo che abbiamo appena cacciato da qui…”
Bob: “Non direi che abbiamo cacciato qualcuno.”
Phil: “L’uomo che è uscito da questa camera un momento fa è un mio carissimo amico. Perché lo conosco ormai da tanto tempo? Beh, ci sono un bel pò di persone che conosco da un bel pezzo e ad alcune non farei neanche pulire il culo del mio cane. Altre mi sono del tutto indifferenti. Non contano per me. Ma Larry per me conta molto, e la ragione è che posso fidarmi,
io so che posso fidarmi. È onesto.”
Bob: “È onesto o è solo brutale?”
Phil: “È onesto, Bob, e anche brutale, certo, il che a volte fa parte dell’essere onesto. Perché tante persone sono brutali ma non sono oneste. Larry non è uno di quelli, Larry è una persona onesta. Anche tu sei una persona onesta, ne sono convinto, perché radicato profondamente dentro di te c’è qualcosa che combatte per l’onestà. La domanda che è bene che tu ti faccia è se questo qualcosa è presente in tutti gli aspetti della tua vita.”
Bob: “Che vorrebbe dire?”
Phil: “Vuol dire che il tuo propagandare Gesù, non è diverso da quando Larry o chiunque altro propaganda i lubrificanti. Non ha importanza se cerchi di vendere Gesù, o Buddah, o i diritti civili, o come arricchirsi nel settore immobiliare senza rischiare un soldo. Questo non fa di te un essere umano, semmai fa di te un agente vendite. Se vuoi parlare con qualcuno sinceramente, da essere umano, chiedigli dei suoi figli, scopri quali sono i suoi sogni, solo per saperlo, per nessun altra ragione. Perché appena cerchi di prendere le redini di una conversazione per pilotarla, non è più una conversazione, è un pistolotto. E tu non sei un essere umano,
sei un venditore, un piazzista.”
Bob: “Perdonami se rispettosamente dissento.”
Phil: “Stavamo parlando prima del carattere, mi hai fatto delle domande sul carattere, e allora si è parlato delle facce, ma la questione è molto più profonda di così. La questione è: tu ne hai di carattere o no? E se vuoi la mia sincera opinione Bob, non ne hai. Per la semplice ragione che ancora non provi rammarico per qualcosa.”
Bob: “Vuoi dire che non avrò carattere finché non avrò fatto qualcosa che mi rincresce?”
Phill: “No Bob. Perché di sicuro hai fatto tante cose di cui rincrescerti, solo che non sai quali sono. È quando alla fine le scopri, quando vedi l’assurdità di qualcosa che hai fatto, e desidereresti tornare indietro, cancellarlo, ma sai di non potere. Perché è troppo tardi. Quindi quella cosa non puoi che prenderla e portarla con te. Perché ti ricordi che la vita va avanti. Il mondo girerà anche senza di te. Alla fine tu non conti. È allora che acquisterai il carattere. Perché l’onestà emergerà da dentro di te.
E come un tatuaggio ti resterà impressa nella faccia.
Fino a quel giorno, in ogni caso, non ti puoi aspettare di arrivare oltre un certo punto.”
The Big Kahuna

Le “Grand-Paris” de Castro

Ponts suspendus et gratte-ciel : l??le de Vitry

Ponts suspendus et gratte-ciel : l'île de Vitry

Etirer les tours de la place des Fêtes, au cœur du XIXe, vue depuis le canal de l'Ourq.

Etirer les tours de la place des Fêtes, au cœur du XIXe, vue depuis le canal de l'Ourq

1 - Clichy devient aussi sympa que Montmartre :

2 - on le met où, le Ministère de la Défense ?

Roland Castro a imaginé le parc de la Courneuve totalement transformé à la manière de Central Park à New York

Roland Castro a imaginé le parc de la Courneuve totalement transformé à la manière de Central Park à New York

3 - un nouveau quartier fait rêver les jeunes :

4 - Villiers-le-bel, pôle d’excellence :

5 - une sortie culturelle au lac de Créteil, ça vous branche ?

Grand Paris 2050


Ci fu una generazione che volle rispondere a tutto.Allora gli chiesero e dovette rispondere di tutto.

Erri De Luca, Aceto, Arcobaleno

La Repubblica

La Repubblica, articolo "Salviamo il colosseo"

La Repubblica, articolo "Salviamo il colosseo"

click

La Repubblica, articolo "Salviamo il colosseo" Non trovato, Not found

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The only place I get hurt is out there

Have you ever seen a one trick pony in the field so happy and free?
If you’ve ever seen a one trick pony then you’ve seen me
Have you ever seen a one-legged dog making its way down the street?
If you’ve ever seen a one-legged dog then you’ve seen me

Then you’ve seen me, I come and stand at every door
Then you’ve seen me, I always leave with less than I had before
Then you’ve seen me, bet I can make you smile when the blood, it hits the floor
Tell me, friend, can you ask for anything more?
Tell me can you ask for anything more?

Have you ever seen a scarecrow filled with nothing but dust and wheat?
If you’ve ever seen that scarecrow then you’ve seen me
Have you ever seen a one-armed man punching at nothing but the breeze?
If you’ve ever seen a one-armed man then you’ve seen me

Then you’ve seen me, I come and stand at every door
Then you’ve seen me, I always leave with less than I had before
Then you’ve seen me, bet I can make you smile when the blood, it hits the floor
Tell me, friend, can you ask for anything more?
Tell me can you ask for anything more?

These things that have comforted me, I drive away
This place that is my home I cannot stay
My only faith’s in the broken bones and bruises I display

Have you ever seen a one-legged man trying to dance his way free?
If you’ve ever seen a one-legged man then you’ve seen me.

IT:

Hai mai visto uno stupido pony in un campo così felice e libero?
Se lo hai mai visto allora hai visto me
Hai mai visto un cane con una zampa sola che cammina per strada?
Se lo hai mai visto allora hai visto me

Allora hai visto me, quello che arriva e aspetta davanti ad ogni porta
Allora hai visto me, quello che se ne va sempre con qualcosa in meno
rispetto a quando è arrivato
Allora hai visto me, scommetti che riesca a farti sorridere quando il sangue
bagna il pavimento
Dimmi, amico, puoi avere qualcos’altro?
Dimmi, puoi chiedere qualcos’altro?

Hai mai visto uno spaventapasseri pieno solo di polvere e fieno?
Se hai mai visto quello spaventapasseri allora hai visto me
Hai mai visto un uomo con un braccio solo prendere a pugni l’aria?
Se hai mai visto quest’uomo con un braccio solo allora hai visto me

Allora hai visto me, quello che arriva e aspetta davanti ad ogni porta
Allora hai visto me, quello che se ne va sempre con qualcosa in meno
rispetto a prima
Allora hai visto me, scommetti che riesca a farti sorridere quando il sangue
bagna il pavimento
Dimmi, amico, puoi avere qualcos’altro?
Dimmi, puoi chiedere qualcos’altro?

Mi allontano dalle cose che mi hanno procurato conforto
Non posso rimanere nel luogo che considero la mia casa
La mia unica fede risiede nelle ossa rotte e nei lividi che mostro

Hai mai visto un uomo con una gamba sola che prova a danzare per trovare la
sua libertà?
Se hai visto quell’uomo con una gamba sola allora hai visto me


I shall pass through this world but once. Any good, therefore, that I can do or any kindness that I can show to any human being, let me do it now. Let me not defer nor neglect it, for I shall not pass this way again!
Starò in questo mondo una volta sola, quindi ogni buona azione che posso fare, ogni gentilezza che posso fare a ogni essere umano, fatemela fare adesso, non fatemele rinviare o trascurare, perché non passerò di nuovo di qui!

Jerry Lewis

Pars vite et reviens tard

Place du Bourg de Four, Genève


Les types, à Paris, marchent beaucoup plus vite qu’au Guilvinec, Joss l’avait constaté depuis longtemps. Chaque matin, les piétons s’écoulaient par l’avenue du Maine à la vitesse de trois nœuds. Ce lundi, Joss filait presque ses trois nœuds et demi, s’efforçant de rattraper un retard de vingt minutes. En raison du marc de café qui s’était déversé en totalité sur le sol de la cuisine.
Ça ne l’avait pas étonné. Joss avait compris depuis longtemps que les choses étaient douées d’une vie secrète et pernicieuse. Hormis peut-être certaines pièces d’accastillage qui ne l’avaient jamais agressé, de mémoire de marin breton, le monde des choses était à l’évidence chargé d’une énergie tout entière concentrée pour emmerder l’homme. La moindre faute de manipulation, parce qu’offrant à la chose une liberté soudaine, si minime fût-elle, amorçait une série de calamités en chaîne, pouvant parcourir toute une gamme, du désagrément à la tragédie. Le bouchon qui échappe aux doigts en était, sur le mode mineur, un modèle de base. Car un bouchon lâché ne vient pas rouler aux pieds de l’homme, en aucune manière. Il se love derrière le fourneau, mauvais, pareil à l’araignée en quête d’inaccessible, déclenchant pour son prédateur, l’Homme, une succession d’épreuves variables, déplacement du fourneau, rupture du flexible de raccordement, chute d’ustensile, brûlure.
[...]
C’est ainsi que les choses, animées d’un esprit de vengeance légitimement puisé à leur condition d’esclaves, parvenaient à leur tour par moments brefs mais intenses à soumettre l’homme à leur puissance larvée, à le faire se tordre et ramper comme un chien, n’épargnant ni femme ni enfant. Non, pour rien au monde Joss n’aurait accordé sa confiance aux choses, pas plus qu’aux hommes ou à la mer. Les premières vous prennent la raison, les seconds l’âme et la troisième la vie.

IT(trad): A Parigi, la gente camminava molto più in fretta che a Guilvinec, Joss l’aveva constatato da parecchio tempo. Ogni mattina, i pedoni filavano lungo l’avenue du Maine a una velocità di tre nodi. Quel lunedì Joss filava a poco meno di tre nodi e mezzo, nello sforzo di recuperare un ritardo di venti minuti. Per via dei fondi di caffè che si erano completamente rovesciati sul pavimento della cucina.
Non si era sorpreso. Aveva capito da tempo che le cose sono dotate di una vita segreta e perniciosa. Salvo forse alcuni accessori nautici che, a memoria di marinaio bretone, non l’avevano mai aggredito, il mondo delle cose era indubbiamente carico di un’energia tutta concentrata a rompere le palle all’uomo. Il più insignificante errore di manipolazione offriva all’oggetto un’improvvisa libertà che, per quanto minima, innescava una serie di sciagure a catena in grado di coprire un’ampia gamma, dalla seccatura alla tragedia. Il tappo che sfuggiva dalle dita era, nella tonalità minore, un modello base. Perché un tappo non rotola ai piedi dell’uomo, assolutamente no. Si acquatta dietro il fornello, malignamente, come il ragno in cerca di inaccessibilità, scatenando per il suo predatore, l’Uomo, una sequenza di cimenti variabili: spostamento del fornello, rottura del tubo di gomma, caduta di utensile, scottatura.
[...]
In questo modo le cose, animate da uno spirito di vendetta che traevano a buon diritto dalla loro condizione di schiavitù, riuscivano per brevi ma intensi attimi ad assoggettare l’uomo al loro larvato potere, a farlo torcere e strisciare come un cane, senza risparmiare né donne né bambini. No, per niente al mondo Joss si sarebbe fidato degli uomini o del mare. Le cose ti rubano la ragione, gli uomini l’anima e il mare la vita.

Fred Vargas, “Pars vite et reviens tard” (Parti in fretta e non tornare)

Recession

Recession

http://www.globecartoon.com/

Aleksander Platz, a summer night



Aleksander Platz

Inserito originariamente da volo_della_notte


A Dog



Dog

Inserito originariamente da volo_della_notte


Berlin’s Park in July



Berlin’s Park

Inserito originariamente da volo_della_notte


The fountain was a good place for the dogs

Next,


Before you go

treuominiinbarca
Il Volo è uno dei primi tre uomini in barca. tutti i miei post sono inclusi nei feed di questo raccoglitore


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