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Il Volo

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Da una linea forte nasce una debole e da una linea debole una forte.

Pendule de Foucault

“Vede Casaubon, non si scappa mai in linea retta. Sull’esempio dei Savoia a Torino, Napoleone III ha fatto sventrare Parigi trasformandola in una rete di boulevard, che tutti ammiriamo come capolavoro di sapienza urbanistica. Ma le strade dritte servono a controllare meglio le folle in rivolta. Quando si può, vedi i Champs Elysèes, anche le vie laterali debbono essere larghe e dritte. Quando non si è potuto, come nelle stradette del Quartiere Latino, allora è lì che il maggio ‘68 ha dato il meglio di sé. Quando si scappa si entra nelle viuzze. Nessuna forza pubblica può controllarle tutte, e anche i poliziotti hanno paura di penetrarvi in gruppi isolati. Se ne incontri due da soli, hanno più paura di te, e per comune accordo vi mettete a scappare in direzioni opposte. Quando si partecipa a un raduno di massa, se non si conosce bene la zona il giorno prima si fa una ricognizione dei luoghi, e poi ci si colloca all’angolo da dove si dipartono le strade piccole.”

[...]

Pendolo di Foucault

“Pim, non ci sono gli archetipi, c’è il corpo. Dentro la pancia è bello, perché ci cresce il bambino, si infila il tuo uccellino tutto allegro e scende il cibo buono saporito, e per questo sono belli e importanti la caverna, l’anfratto, il cunicolo, il sotterraneo, e persino il labirinto che è fatto come le nostre buone e sante trippe, e quando qualcuno deve inventare qualcosa di importante lo fa venire da lì, perché sei venuto di lì anche tu il giorno che sei nato, e la fertilità è sempre in un buco dove qualcosa prima marcisce e poi ecco là, un cinesino, un dattero, un baobab. Ma alto è meglio che basso, perché se stai a testa in giù ti viene il sangue alla testa, perché i piedi puzzano e i capelli meno, perché è meglio salire su un albero a coglier frutti che finire sottoterra a ingrassare i vermi, perché raramente ti fai male toccando in alto (devi essere proprio in solaio) e di solito ti fai male cascando verso il basso, ed ecco perché l’alto è angelico e il basso diabolico. Ma siccome è anche vero quel che ho detto prima sulla mia pancina, sono vere tutte e due le cose, è bello il basso e dentro, in un senso, e nell’altro è bello l’alto e il fuori, e non c’entra lo spirito di Mercurio e la contraddizione universale. Il fuoco tiene caldo e il freddo ti fa venire la broncopolmonite, specie se sei un sapiente di quattromila anni fa, e dunque il fuoco ha misteriose virtù, anche perché ti cuoce il pollo. Ma il freddo conserva lo stesso pollo e il fuoco se lo tocchi ti fa venire una vescica grossa così, quindi se pensi a una cosa che si conserva da millenni, come la sapienza, devi pensarla su un monte, in alto (e abbiam visto che è bene), ma in una caverna (che è altrettanto bene) e al freddo eterno delle nevi tibetane (che è benissimo). E se poi vuoi sapere perché la sapienza viene dall’Oriente e non dalle Alpi Svizzere, è perché il corpo dei tuoi antenati alla mattina, quando si svegliava che era ancora buio, guardava ad est sperando che sorgesse il sole e non piovesse, governo ladro.”

“Sì, mamma.”

“Certo che sì, bambino mio. Il sole è buono perché fa bene al corpo, e perché ha il buon senso di riapparire ogni giorno, quindi è buono tutto quello che ritorna, non quello che passa e va e chi s’è visto s’è visto. Il modo più comodo per ritornare da dove si è passati senza rifare due volte la stessa strada è camminare in circolo. E siccome l’unica bestia che si acciambella a cerchio è il serpente, ecco perché tanti culti e miti del serpente, perché è difficile rappresentare il ritorno del sole arrotolando un ippopotamo. Inoltre se devi fare una cerimonia per invocare il sole, ti conviene muovere in circolo, perché se muovi in linea retta ti allontani da casa e la cerimonia dovrebbe essere brevissima, e d’latra parte il circolo è la struttura più comoda per un rito, e lo sanno anche quelli che mangiano fuoco sulle piazze, perché in circolo tutti vedono allo stesso modo chi sta al centro, mentre se un’intera tribù si mettesse in linea retta come una squadra di soldati, quelli più lontano non vedrebbero, ed ecco perché il cerchio e il movimento rotatorio e il ritorno ciclico sono fondamentali in ogni culto e in ogni rito.”

“Sì mamma.”

“Certo che sì. E adesso passiamo ai numeri magici che piacciono tanto ai tuoi autori. Uno sei tu che non sei due, uno è quel tuo affarino lì, una è la mia affarina qui e uni sono il naso e il cuore e quindi vedi quante cose importanti sono uno. E due sono gli occhi, le orecchie, le narici, i miei seni e le tue palle, le gambe, le braccia e le natiche. Tre è più magico di tutti perché il nostro corpo non lo conosce, non abbiamo nulla che sia tre cose, e dovrebbe essere un numero misteriosissimo che attribuiamo a Dio, in qualunque posto viviamo. ma se ci pensi, io ho una sola cosina e tu hai un solo cosino — sta’ zitto e non fare dello spirito — e se mettiamo questi due cosini insieme viene fuori un nuovo cosino e diventiamo tre. Ma allora ci vuole un professore universitario per scoprire che tutti i popoli hanno strutture ternarie, trinità e cose del genere? Ma le religioni non le facevano mica col computer, era tutta gente per bene, che scopava come si deve, e tutte le strutture trinitarie non sono un mistero, sono il racconto di quel che fai tu, di quel che facevano loro. Ma due braccia e due gambe fanno quattro, ed ecco che quattro è lo stesso un bel numero, specie se pensi che gli animali hanno quattro zampe e a quattro zampe vanno i bambini piccoli, come sapeva la Sfinge. Cinque non parliamone, sono le dita della mano, e con due mani hai quell’altro numero sacro che è dieci, e per forza sono dieci persino i comandamenti, altrimenti se fossero dodici quando il prete dice uno, due, tre e mostra la dita, arrivato agli ultimi due deve farsi prestar la mano dal sacrestano. Adesso prendi il corpo e conta tutte le cose che spuntano dal tronco, con braccia, gambe testa e pene sono sei, ma per la donna sette, per questo mi pare che tra i tuoi autori il sei non sia mai stato preso sul serio se non come doppio di tre, perché funziona solo per i maschi, i quali non hanno nessun sette, e quando comandano loro preferiscono vederlo come numero sacro, dimenticando che anche le mie tette spuntano in fuori, ma pazienza. Otto — mio dio, non abbiamo nessun otto… no, aspetta, se braccia e gambe non contano per uno, ma per due, per via del gomito e del ginocchio, abbiamo otto grandi ossa lunghe che sballonzolano in fuori, e prendi queste otto più il tronco e hai nove, che se poi ci metti la testa fa dieci. Ma sempre girando intorno al corpo ne cavi fuori tutti i numeri che vuoi, pensa ai buchi.”

“I buchi?”

“Sì, quanti buchi ha il tuo corpo?”

“Be’” mi contavo “Occhi narici orecchie bocca culo, fa otto.”

“Vedi? Un’altra ragione per cui otto è un bel numero. Ma io ne ho nove! E col nono ti faccio venire al mondo, ed ecco perché nove è più divino di otto! Ma vuoi la spiegazione di altre figure ricorrenti? Vuoi l’anatomia dei tuoi menhir, che i tuoi autori ne parlano sempre? Si sta in piedi di giorno e sdraiati di notte — anche il tuo cosino, no, non dirmi cosa fa di notte, il fatto è che lavoro diritto e si riposa sdraiato. E quindi la stazione verticale è vita, ed è in rapporto col sole, e gli obelischi si rizzano in su come gli alberi, mentre la stazione orizzontale e la notte sono sonno e quindi morte, e tutti adorano menhir, piramidi, colonne e nessuno adora balconi e balaustrate. Hai mai sentito parlare di un culto arcaico della ringhiera sacra? Vedi? E anche perché il corpo non te lo permette, se adori una pietra verticale, anche se siete in tanti la vedete tutti, se invece adori una cosa orizzontale la vedono solo quelli in prima fila e gli altri spingono dicendo anch’io anch’io e non è un bello spettacolo per una cerimonia magica…”

“Ma i fiumi…”

“I fiumi non è perché sono orizzontali, ma perché c’è dentro l’acqua, e non vorrai che ti spieghi il rapporto tra acqua e corpo… Oh insomma, siamo fatti così, con questo corpo, tutti, e per questo elaboriamo gli stessi simboli a milioni di chilometri di distanza e per forza tutto si assomiglia, e allora vedi che le persone con sale nella testa se vedono il fornello dell’alchimista, tutto chiuso e caldo dentro, pensano alla pancia della mamma che fa il bambino, e solo i tuoi diabolici vedono la Madonna che sta per fare il bambino e pensano che sia un’allusione al fornello dell’alchimista. Così hanno passato migliaia di anni a cercare un messaggio, e tutto era già lì, bastava si guardassero allo specchio. ”

“Tu mi dici sempre la verità. Tu sei il mio Me, che poi è il mio Sè visto da Te. Voglio scoprire tutti i segreti archetipi del corpo.” Quella sera inaugurammo l’espressione “fare gli archetipi” per indicare i nostri momenti di tenerezza. Mentre già mi abbandonavo al sonno, Lia mi toccò una spalla. “Dimenticavo,” disse “sono incinta.”

Avrei dovuto ascoltare Lia. Parlava con la saggezza di chi sa da dove nasce la vita.

Umberto Eco, Il Pendolo di Foucault

[Storie metropolitane] Ti Amo ma di meno

Ciao!

…ciao.

Santo cielo, come sono capitato in questa situazione? Lei mi guarda negli occhi sorridendo e io non posso fare a meno di notare che si rifa le sopracciglia. Anzi, che se le rifa particolarmente male, visto che risultano poco simmetriche e assurdamente squadrate. Ma chi è? Perchè mi sono fatto trascinare in questo appuntamento? “Ci penso io”, le ho detto, ti porto fuori a cena per stupirti.

D`altra parte credo che se lo stia meritando, quaranta anni dopo la parità dei sessi continuano ad essere poche le donne ad avere il coraggio di dichiararsi e a chiedere un appuntamento. Lei l`ha fatto, e io non sono certamente così idiota da negare una serata ad una ragazza che me lo chiede. Carina è carina, sveglia mi pare sveglia. Il ristorante è abbastanza rustico da non farmi fare la figura del piacione, ma la cucina è abbastanza buona da farmi classificare come uno che sa dove andare a mangiare fuori quando ne ha voglia: ho giocato indubbiamente un`ottima carta, ma a quale scopo? Non ho nessuna intenzione di farmi piacere (non ce n`è bisogno, sono io l`abbordato), e non immagino sicuramente di voler passare la notte con la ragazza che mi sta davanti. Non sono il tipo, al primo appuntamento, e in ogni caso non con lei.

Anzi diciamo proprio che sto facendo di tutto per rendermi mento interessante possibile, prima di uscire di casa non ho avuto gran cura nello scegliere i vestiti, sono arrivato con qualche minuto di ritardo al luogo stabilito, e non sto minimamente calcolando cosa fare, cosa dire, dove andare a parare.

Tutto ciò mi rende estremamente interessante.

Parlo parlo parlo, e di tanto in tanto la ascolto, giusto per capire se potrebbe esserci qualche spiraglio di lei che mi possa incuriosire. La noto compiacente, passa il tempo a modificare le sue posizioni per farle coincidere con le mie, anche quando nascono dichiaratamente contrarie. Sembra non avere una propria idea, ma voler risultare a tutti i costi il tipo di donna che mi potrebbe piacere.

Non la sopporto.

Sarà innamorata? E` troppo presto per essere innamorati? Io sono stato innamorato, un paio di volte, e mentre la ragazza davanti a me parla, mi scorre davanti agli occhi la cronologia dei miei comportamenti in queste situazioni: mi rivedo esattamente come lei. Siamo tutti come lei, come ero io, in queste situazioni. Patetici.

Allo specchio ci sono io ora, mentre mi alzo dal tavolo e faccio finta di non cogliere i segni evidenti che mi sta lanciando oramai da un po`. Mi scopro bravo a fare la parte del finto tonto, mentre comincio a mandare messaggi di soccorso ai miei amici, e soprattutto alle mie amiche. Magari desisterà, vedendomi circondato da donne e da maschi idioti.

Le amiche donne (traditrici), invece, capiscono benissimo la situazione e decidono di parteggiare per lei, mostrandosi assolutamente affabili, complici e dandole argomenti grazie ai quali accrescere la stima che la sventurata prova per me. Lo so benissimo che non lo fanno per facilitarmi il compito, vipere, ma per rendermi più difficile il distacco. Tra un sorriso e l`altro mi lanciano delle occhiatacce da cameratismo femminista, ho come l`impressione che mi stiano redarguendo perchè con la mia apatia illudo a morte una loro collega.

Gli amici maschi (pavidi più di me) mi guardano da lontano scuotendo la testa, senza rispondere alle mie occhiate di soccorso. Uno si stacca, per suggerirmi all`orecchio “Portatela a letto stasera, è l`unica soluzione perchè domani si sia già dimenticata di te”. Lo guardo con sufficienza e cerco di mimargli la parola “dignità” col labiale.

Abbandonati e segretamente ripudiati gli amici, visto che la serata volge al termine comincio a pensare ad alcune contromosse.

Prendo un atteggiamento scostante e cerco di mettere un po` di distanze. Ed ecco che scopro su di me tutta una serie di modi di fare delle donne delle quali sono stato innamorato, e dalle quali non ho avuto in cambio -lo scopro ora- la stessa intensità di emozioni. Risposte a metà, frasi non dette, ironia dove sarebbe stata più coerente un`espressione seria, lo sguardo al cielo (o alla birra, alla sigaretta, al muro poco dietro: ovunque che non siano i suoi occhi), la totale mancanza di contatto fisico. Mi odio un po’, e odio allo stesso tempo le partner che ho smascherato.

Mi rivedo in questa ragazza che ha come unici difetti quelli di non piacermi e di farmisi piacere, e capisco che il sentimento reciproco è una cosa così difficile da ottenere che non vale proprio la pena affannarsi per cercarlo, faticare per capire persone che non hanno niente o quasi da spartire con te, se non la voglia di spartire qualcosa. La probabilità di trovare la persona innamorata di te nel momento in cui tu risulti innamorato di lei è così bassa che probabilmente avrei le stesse chanche di incontrarla passando la vita disteso sul divano a guardare la tv.

Arriverà prima o poi, comunque, anche se non stasera.

Stasera, invece, le lascio un bacio sulla guancia e invento qualche scusa per la quale evitare di vederla a breve ma senza farle capire che non mi piace. Sono proprio un idiota, mi cercherà di nuovo.

Per quel giorno, sarà bene trovare una scusa migliore.

Allontanandomi, mi domando chi sono diventato.

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Before you go

treuominiinbarca
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