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Il Volo

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Da una linea forte nasce una debole e da una linea debole una forte.

Bras dessus bras dessous

Phil: “C’è una cosa che voglio dirti. E voglio che ascolti con molta attenzione perché è molto importante.
L’uomo che abbiamo appena cacciato da qui…”
Bob: “Non direi che abbiamo cacciato qualcuno.”
Phil: “L’uomo che è uscito da questa camera un momento fa è un mio carissimo amico. Perché lo conosco ormai da tanto tempo? Beh, ci sono un bel pò di persone che conosco da un bel pezzo e ad alcune non farei neanche pulire il culo del mio cane. Altre mi sono del tutto indifferenti. Non contano per me. Ma Larry per me conta molto, e la ragione è che posso fidarmi,
io so che posso fidarmi. È onesto.”
Bob: “È onesto o è solo brutale?”
Phil: “È onesto, Bob, e anche brutale, certo, il che a volte fa parte dell’essere onesto. Perché tante persone sono brutali ma non sono oneste. Larry non è uno di quelli, Larry è una persona onesta. Anche tu sei una persona onesta, ne sono convinto, perché radicato profondamente dentro di te c’è qualcosa che combatte per l’onestà. La domanda che è bene che tu ti faccia è se questo qualcosa è presente in tutti gli aspetti della tua vita.”
Bob: “Che vorrebbe dire?”
Phil: “Vuol dire che il tuo propagandare Gesù, non è diverso da quando Larry o chiunque altro propaganda i lubrificanti. Non ha importanza se cerchi di vendere Gesù, o Buddah, o i diritti civili, o come arricchirsi nel settore immobiliare senza rischiare un soldo. Questo non fa di te un essere umano, semmai fa di te un agente vendite. Se vuoi parlare con qualcuno sinceramente, da essere umano, chiedigli dei suoi figli, scopri quali sono i suoi sogni, solo per saperlo, per nessun altra ragione. Perché appena cerchi di prendere le redini di una conversazione per pilotarla, non è più una conversazione, è un pistolotto. E tu non sei un essere umano,
sei un venditore, un piazzista.”
Bob: “Perdonami se rispettosamente dissento.”
Phil: “Stavamo parlando prima del carattere, mi hai fatto delle domande sul carattere, e allora si è parlato delle facce, ma la questione è molto più profonda di così. La questione è: tu ne hai di carattere o no? E se vuoi la mia sincera opinione Bob, non ne hai. Per la semplice ragione che ancora non provi rammarico per qualcosa.”
Bob: “Vuoi dire che non avrò carattere finché non avrò fatto qualcosa che mi rincresce?”
Phill: “No Bob. Perché di sicuro hai fatto tante cose di cui rincrescerti, solo che non sai quali sono. È quando alla fine le scopri, quando vedi l’assurdità di qualcosa che hai fatto, e desidereresti tornare indietro, cancellarlo, ma sai di non potere. Perché è troppo tardi. Quindi quella cosa non puoi che prenderla e portarla con te. Perché ti ricordi che la vita va avanti. Il mondo girerà anche senza di te. Alla fine tu non conti. È allora che acquisterai il carattere. Perché l’onestà emergerà da dentro di te.
E come un tatuaggio ti resterà impressa nella faccia.
Fino a quel giorno, in ogni caso, non ti puoi aspettare di arrivare oltre un certo punto.”
The Big Kahuna

The only place I get hurt is out there

Have you ever seen a one trick pony in the field so happy and free?
If you’ve ever seen a one trick pony then you’ve seen me
Have you ever seen a one-legged dog making its way down the street?
If you’ve ever seen a one-legged dog then you’ve seen me

Then you’ve seen me, I come and stand at every door
Then you’ve seen me, I always leave with less than I had before
Then you’ve seen me, bet I can make you smile when the blood, it hits the floor
Tell me, friend, can you ask for anything more?
Tell me can you ask for anything more?

Have you ever seen a scarecrow filled with nothing but dust and wheat?
If you’ve ever seen that scarecrow then you’ve seen me
Have you ever seen a one-armed man punching at nothing but the breeze?
If you’ve ever seen a one-armed man then you’ve seen me

Then you’ve seen me, I come and stand at every door
Then you’ve seen me, I always leave with less than I had before
Then you’ve seen me, bet I can make you smile when the blood, it hits the floor
Tell me, friend, can you ask for anything more?
Tell me can you ask for anything more?

These things that have comforted me, I drive away
This place that is my home I cannot stay
My only faith’s in the broken bones and bruises I display

Have you ever seen a one-legged man trying to dance his way free?
If you’ve ever seen a one-legged man then you’ve seen me.

IT:

Hai mai visto uno stupido pony in un campo così felice e libero?
Se lo hai mai visto allora hai visto me
Hai mai visto un cane con una zampa sola che cammina per strada?
Se lo hai mai visto allora hai visto me

Allora hai visto me, quello che arriva e aspetta davanti ad ogni porta
Allora hai visto me, quello che se ne va sempre con qualcosa in meno
rispetto a quando è arrivato
Allora hai visto me, scommetti che riesca a farti sorridere quando il sangue
bagna il pavimento
Dimmi, amico, puoi avere qualcos’altro?
Dimmi, puoi chiedere qualcos’altro?

Hai mai visto uno spaventapasseri pieno solo di polvere e fieno?
Se hai mai visto quello spaventapasseri allora hai visto me
Hai mai visto un uomo con un braccio solo prendere a pugni l’aria?
Se hai mai visto quest’uomo con un braccio solo allora hai visto me

Allora hai visto me, quello che arriva e aspetta davanti ad ogni porta
Allora hai visto me, quello che se ne va sempre con qualcosa in meno
rispetto a prima
Allora hai visto me, scommetti che riesca a farti sorridere quando il sangue
bagna il pavimento
Dimmi, amico, puoi avere qualcos’altro?
Dimmi, puoi chiedere qualcos’altro?

Mi allontano dalle cose che mi hanno procurato conforto
Non posso rimanere nel luogo che considero la mia casa
La mia unica fede risiede nelle ossa rotte e nei lividi che mostro

Hai mai visto un uomo con una gamba sola che prova a danzare per trovare la
sua libertà?
Se hai visto quell’uomo con una gamba sola allora hai visto me


I shall pass through this world but once. Any good, therefore, that I can do or any kindness that I can show to any human being, let me do it now. Let me not defer nor neglect it, for I shall not pass this way again!
Starò in questo mondo una volta sola, quindi ogni buona azione che posso fare, ogni gentilezza che posso fare a ogni essere umano, fatemela fare adesso, non fatemele rinviare o trascurare, perché non passerò di nuovo di qui!

Jerry Lewis

2 Days in Paris

Ed ecco Due giorni a Parigi (2 days in Paris, titolo originale). L’ho scoperto da poco e ho inserito alcune scene del film su youtube.
Film di Julie Delpy. Con Julie Delpy, Adam Goldberg, Daniel Brühl, Ludovic Berthillot, Aleksia Landeau, Albert Delpy, Adan Jodorowsky. Genere Commedia, colore 96 minuti. - Produzione Francia, Germania 2007.

Non è facile avere una relazione e soprattutto conoscere veramente l’altra persona e accettarla cosi com’è, con tutti i suoi difetti e il suo passato. Jack si era reso conto che dopo due anni che stavamo insieme non mi conosceva per niente e nemmeno io conoscevo lui e che per amarci veramente dovevamo sapere la verità l’uno dell’altra… anche se a volte poteva essere un po’ amara…
Ho confessato a Jack che la cosa piu difficile per me è di decidere di restare con un uomo per sempre, l’idea che sia una cosa definitiva, questo è l’uomo con cui passerò il resto della mia vita, decidere di risolvere i problemi invece di scappare nel momento in cui arrivano è molto difficile (…)
Poi mi ha detto una cosa che mi ha ferita, il tono è cambiato completamente, poi ho frainteso quello che mi ha detto…. mi ha sempre affascinato come le persone passino dall’amore folle al nulla, dal tutto al niente, fa molto male…

Eccoci qui, uno piu uno meno, un’altra storia d’amore finita…. quando penso che non lo rivedro mai piu, bhe si, lo incontrerò per caso e ci presenteremo i rispettivi fidanzati, come se non fossimo mai stati insieme, poi lentamente penseremo l’uno all’altra sempre meno, sempre meno….
…fino a dimenticare tutto…o quasi…

dopo la solitudine incontri un nuovo amore e giuri che lui è quello giusto, finché anche lui non se ne va…..

ma poi arriva un momento nella vita in cui non potresti riprenderti dalla fine di un’altra storia e anche se la persona con cui stai ti disturba per il 60% del tempo non riesci lo stesso a vivere senza di lei, e anche se ti svegli ogni giorno con i suoi starnuti in faccia… bhe, ami i suoi starnuti piu dei baci di chiunque altro

Revenons à nos moutons

Ritorniamo ai nostri montoni, si direbbe a Parigi. Non so proprio se in Francia ci siano tanti montoni, ma se lo dicono non sarà certo una bufala.

Ho passato e visto “L’amore ai tempi del colera”, film che ho seguito interessato, non so però ancora bene se parasse a qualcosa. Sembrava un Casanova frustrato. Era però vivace nel racconto. Oppure sarà stato sentire la Mezzogiorno recitare in inglese che mi ha particolarmente divertito “uen ai sau iùù” ! Cercavo di estrapolare i pezzi, poi ho notato una certa incompatibilità divx per il taglio e mi sono rotto, se avrò del tempo da perdere ancora mi ci dedicherò.

Intanto però devo tornare ai miei montoni, che si chiamano “casa vagante”, “totano” e “pinocchio”. Perché nella mia facoltà sappiamo essere innovativi o almeno si cerca di esserlo. I prof ti scaricano addosso tutta la loro rabbia per non aver concluso molto di efficace forse nella loro professione e ti indirizzano a ricercare sempre qualcosa di nuovo ed innovativo, ma di “bello”? Di bello non ne parlano, sono troppo presi dal cercare un’idea nuova, poi se è veramente utile una cosa o meno non sembra stia a noi dirlo, noi buttiamo giù idee, loro cercano ispirazione. Certo, il corso di Visual e Graphic Design sembra indirizzato in un’altra maniera, sarà che è gente in gamba.


paura e delirio a las vegas

Duke (Pietro): Perché non… Tufù e… Ifiao.. Noffonaffandiffiaffabofoafa prefendeferefellafa rofobafa, nefel, bafalgafà.. iafà iofò?
Avv. Gonzo (Paolo): Assolutamente sì, prendiamo la roba.

P.S. I Love You

Quasi dimenticavo: visto in lingua originale qualche giorno fa. Un poco scettico all’inizio, anche se mi intrigava il fatto che ci fosse Gerard Butler (non perché gran figo, lo stimo come attore :P) che canta e balla abbastanza bene. Il film all’inizio ti sembra che debba prendere le sembianze di film “mattone”, lui muore (anche se divertente la celebrazione del funerale), poi però ci si rende conto che è tutt’altra storia. Storia che appassiona per la praticità con la quale è raccontata. In certi tratti sembra una sponsorizzazione dell’Irlanda e degli Irlandesi, ma gliela si lascia passare. D’altronde è proprio un bel posto l’Irlanda.


… che l’unico pericolo che senti veramente è quello di non riuscire più a sentire niente …

Coming Soon To My PC…

Seguiamo il consiglio di Pietro (che ha mandato a Walter Veltroni richiesta d’amicizia tramite Facebook) :|

Casa

Andrew: “ci sono molte cose da bambino normale che io non ho mai fatto”

Sam : “ci sono molte cose da bambina normale che non vorrei aver mai fatto“

Andrew: “sai quando arrivi a quel punto della tua vita dove ti rendi conto che la cosa dove sei cresciuto non è più casa tua. Improvvisamente anche se hai un posto dove mettere le tue cose l’idea di casa non esiste più”

Sam : “io sto ancora bene a casa mia“

Andrew: “vedrai, un giorno quando te ne andrai di colpo non ci sarà più. Non potrai tornare indietro. Come avere nostalgia di un posto che neanche esiste. Probabilmente è un momento di crescita e non proverai più quella sensazione fino a ché non ti crearai più una nuova idea di casa per te, per i tuoi figli, per la tua nuova famiglia. E’ una specie di ciclo. Non so è il concetto che mi manca. Forse una famiglia è proprio questo: un gruppo di persone che hanno nostalgia di un luogo immaginario“

Sam : “forse“

[...]

Sam : “come stai? “

Andrew: “quando sono con te mi sento al sicuro, sono a casa“

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Dal Film “La Mia Vita a Garden State


Quanti litigi a casa, quante menate, quanti sopprusi, quante e quante storie. Cazzo però che fatica farsene un’altra, soprattutto quando sai che sono sempre cose provvisorie, non è ancora la tua idea di casa, provi più che puoi ad avvicinarti a quella idea. Il Mio consiglio: fatevi una casa, ma non distruggetevi troppo… Ho voglia di andare

Kansas City Shuffle

A kansas city shuffle is when everybody looks right, you go left: mentre tutti guardano a destra, tu vai a sinistra. Chiaramente citata da “Slevin, patto criminale” e dalla relativa colonna sonora di J Ralph [ kansas city shuffle ] E’ quella che si potrebbe definire anche come “classica finta”. Dov’è la vera utilità e filosofia della Mossa Kansas City? Non è che si può spezzare un osso del collo ogni volta che la mossa viene fatta. In realtà la MKC[ em chei si ] è il miglior modo per fottere ampiamente il prossimo: colpire mentre stanno pensando a tutt’altro, e quando si viene scoperti, oramai è troppo tardi per porre rimedio. Nel film infatti, quando viene compresa in pieno, il tizio vittima della mossa, si ritrova con l’osso del collo rotto. Quindi, per portarla in un concetto meno criminale ma più vantaggioso, basta agire normalmente e quando si medita di colpire a fondo, farlo proprio quando nessuno se lo aspetta. Il concetto in se e per se è ovvio, se ci si ragiona su, ma non è troppo scontato per chi la subisce. Nessuno, mentre è bersaglio della MKC è in grado di capirlo e qui sta il bello. Però, la MKC richiede un morto: questo la distingue dalle finte normali. Il colpo che arriva dalla Kansas City Shuffle non è comune, in qualche modo fa sempre vittima. Insomma, prima di fare una Kansas City Shuffle, valutare se la perdita è proporzionale a ciò che si perde. Senza dubbio però, per una mossa del genere, ci vuole Stile.

300 (e 2)

Visto ieri. E’ stato pazzesco, aggiungo soltanto:

Re Leonida: Daxos, che piacevole sorpresa

Daxos: E’ un mattino pieno di sorprese, Leonida … sapevamo che Sparta era sul piede di guerra, bramavamo di unirci a voi.

Re Leonida: Se è sangue che cercate, siete i benvenuti tra noi

Daxos: tu vuoi affrontare Serse solo con questo pugno di soldati? Credevo che Sparta avrebbe almeno eguagliato il nostro numero

Re Leonida: Non è così?! Tu, dimmi, qual’è il tuo mestiere?

Arcade: Sono un vasaio, Signore

Re Leonida: E Tu, Arcade, qual’è il tuo mestiere?

Arcade: Scultore, Signore

Re Leonida: Scultore, tsk. E tu?

Arcade: Fabbro, Signore

Re Leonida: Spartaniiii ! Qual’è il vostro mestiere?

Spartani: AAAAAAHUUUUU ! AAAAAAAAHUUUUU ! AAAAAAAHUUUUUUU! [clamore di scudi e lance]

Re Leonida: Visto caro amico? Ho portato molti più soldati di te

300.

300. 

Sarebbe piuttosto scontato fare una recensione del film e fare critica oppure dare pareri generali, cosa che hanno fatto talmente in tanti che dubito un post simile sarebbe anche letto. Quindi, che diamine scrivo su 300? che è stato uno dei film più tamarri che abbia mai visto? l’ho appena fatto. Su 300 non si può scrivere nulla che non sia già stato detto, perciò cercherò di scrivere qualcosa che possa almeno essere utile in qualche maniera, a capire un po’ il contesto delle vicende.

Innanzitutto, i persiani non erano uno o due milioni, come si lascia credere, ma circa 200′000. E’ anche difficile pensare che la popolazione dei territori, con tutte le guerre e le malattie che giravano, raggiungesse più di un milione sotto un impero, figuarsi un impero messo in guerra contante un milione o più di soldati: sta di fatto che comunque i greci erano decisamente soverchiati numericamente dai persiani di Serse, che seguiva ciò che iniziato dal padre, Dario.
Serse nel film, viene mostrato come un Re vestito di ori che si proclama dio, non combattente, ma che massacra i suoi stessi uomini e che offre generosamente le proprie risorse a chi gli è utile. Serse arrivato alle termopili, trovò un gruppo a sua difesa composto da circa 5000 persone, tra spartani ed alleati della grecia tutta, mentre le sue navi venivano tenute in scacco da quelle ateniesi, comandate da Temistocle. 5000 persone contro tutto l’esercito che Serse aveva tenuto a piedi, faceva pensare al re che proclama se stesso Dio, di poter vincere facilmente. Serse offrì ai Greci 5 giorni per ritirarsi, ma ovviamente, fu tutto rifiutato: così si iniziò a combattere e perfino i 10000 Immortali, la guardia di Serse, trovarono difficoltà nel battere gli Spartani ed alleati.

Quando Efialte disertò [ non fu quindi leonida a negargli il permesso di battersi ] e venne scoperto il passaggio, Leonida comprese cosa sarebbe accaduto e lì, nacque il mito dei 300. Leonida congedò tutti meno che gli spartani componenti la sua guardia, e rimase a battersi.

Nota ironica: la più cocente sconfitta conosciuta dall’Esercito Spartano fu inflitta loro dallo Hieros Locos, il Sacro Esercito di Tebe.

 

300

Next,


Before you go

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